L’importanza delle parole nelle illustrazioni di Sara Stefanini

Sono sempre stata affascinata dalle parole. Una parola contiene in sé il seme di un significato, di un ricordo, di uno stato d’animo. Racchiude in sé un potere evocativo in grado di suscitare quei sentimenti nascosti negli angoli più reconditi dei labirinti mnemonici. Una parola può ferire oppure alleviare, può modificare il corso di una conversazione nel bene o nel male.

 

 

 

 

In un momento storico in cui le parole sembrano essersi svuotate di ogni significato e depravate dal loro senso originario, imbattermi in un progetto come Controverso Dizionario, mi ha dato enorme sollievo. Perché qualcuno ancora crede nel peso della terminologia. Qualcuno la pensa ancora come me e ci tiene a rivestire le parole ormai denudate per restituire loro il significato che gli appartiene. Fortunatamente, per qualcuno sono ancora importanti!

 

 

 

Sara Stefanini, svizzera di origine e milanese per attitudine, è grafica e illustratrice. Oltre alle sue collaborazioni lavorative, ogni settimana pubblica un termine oppure un binomio sulla sua pagina InstagramÈ così che ragione-istinto, rabbia-ira, falsità-sincerità, ottimista-pessimista, equilibrio-disequilibrio ma anche audacia, dubbio e pazienza trovano una rappresentazione.

 

 

 

 

Mi innamoro di quelle illustrazioni che attraverso un’apparente semplicità penetrano nel profondo della complessità della psiche umana. Guardandole, mi sembra quasi di poter percepire le emozioni e sensazioni che hanno portato alla loro creazione.

 

 

Nonostante sia Io che Sara abitiamo entrambe a Milano, fatichiamo a trovare un momento consono per un incontro vis-à-vis perciò concordiamo un appuntamento su Skype. Ad accogliermi al di là dello schermo si trova Sara, che con l’impeto della sua solare energia mi travolge.

 

Sara Stefanini

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WHY
come e perché ti sei avvicinata al tuo percorso?
Controverso è nato da un’esigenza di dare un’importanza alle parole, proprio perché in quest’epoca – in particolare con i social – tutti quanti possiamo dire di tutto, dare un’opinione o esprimere un pensiero. Nel giro di dieci secondi – il tempo di scorrere la bacheca – queste parole svaniscono e così in un certo senso hanno perso il loro significato e questo mi sembrava un peccato.
Un tempo quando si diceva “ti do la mia parola” era quasi un atto d’onore rispettarla, e spesso molti usano parole delle quali non sanno bene il significato. Mi sono state dette tante parole nella vita, perciò ho voluto metterle non solo nero su bianco, ma metterci anche del colore e dargli una forma. Con l’immagine puoi dare una metafora diretta di ciò che intendi. Controverso è appunto una mia metafora diretta con lo scopo di raggiungere una sensazione, dare un impulso.
Proprio perché la parola è la prima cosa con la quale noi adulti ci esprimiamo, è interessante anche vedere il feedback da parte delle persone. A volte mi ringraziano per avergli dato uno spunto di riflessione, altre volte sentono che non gli appartiene.

WHO
come ti descriveresti in poche parole?
Felice. Penso di essere cambiata tantissimo negli anni, quindi in questo preciso momento mi sento felice e perciò mi descriverei così. Non so se sia una descrizione in fondo perché più che altro è uno stato d’animo. Sentirsi felice – o avere questa gioia da condividere – è bello perché racconta anche molto di come puoi prendere le cose o la vita che ti arriva.

WHAT
qual’è la tua fonte di ispirazione?
Qualsiasi cosa che possa raccontarmi una storia o suscitarmi un’emozione. Dal teatro, alla musica – quest’ultima tantissimo: sto mangiando concerti come se non ci fosse un domani! – altri illustratori e artisti in generale; vado a sbirciare opere diverse da quelle classiche a arte moderne. Cerco di ricercare sempre, anche cose nuove. Mangio ispirazione, ho fame!

WHERE
dove vai quando hai bisogno di una pausa?
Nel verde assoluto: nel bosco se c’è oppure nel parco se in città. La natura è la prima cosa di cui ho bisogno.

WHEN
quando e quali saranno i tuoi prossimi passi?
Un libro illustrato bilingue italiano-inglese in collaborazione con una scrittrice e una traduttrice. Si intitola “I Miss You” ed è un libro basato sulla parola “mancanza” e come sopperirla o sentirla meglio. L’idea del progetto è di produrre un libro sensoriale per materializzare la mancanza stessa, con il quale puoi giocare o farci delle cose.
Un altro progetto su cui sto lavorando è la creazione di un libro illustrato per bimbi. Il sogno della vita sarebbe quello di aprire un atelier per bambini; per adesso è in cantiere, ma sto coccolando l’idea!

**WILDCARD
c’è una parola la cui creazione ti viene particolarmente difficile per le emozioni che ti provoca?
Ho avuto un momento di stasi in cui non riuscivo a sintetizzare dei binomi nella maniera corretta, ma riprenderò a breve perché sto collaborando con Slam.
Non penso ci siano parole particolarmente difficili, penso ci siano momenti in cui alcune parole non ti dicono la cosa che devi sentire in quel momento.

 

 

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